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L'amante di Satana

Indipendentemente dall’autenticità del racconto o di qualcheparte di esso, il libro si rivela di grande attualità ed efficacia su parecchi versanti; rispecchia il dramma ed il clima della lotta al terrorismo internazionale, le sconfitte ed i successi nella guerra alla mafia, la crisi del Medio Oriente, le strategie dei Servizi Segreti lontani da ogni etica o scrupolo, com’è nella loro natura, i comportamenti sanguinari e spietati delle famiglie mafiose, l’onore militare, i valori umani e sentimentali della femminilità, i rapporti tra padri e figli, la forza, i sussulti ed i vertici delle passioni. Tutto questo fa da sfondo ad una narrazione svelta, ritmata, ricca di colpi di scena, anche coraggiosa, che, a volte, lascia sconcertato e disorientato il lettore; basta però qualche pagina successiva ad illuminare in pieno la vicenda ed a cancellare interrogativi e perplessità.Carmen Trigiante, ad onta dei suoi anni, si dimostra sapiente interprete della tecnica del romanzo e del giallo, si accosta intelligentemente alle “Spy Story”, analizza con padronanza la personalità, le reazioni e gli intimi impulsi dei suoi protagonisti.
“L’Amante di Satana” fa pensare a tante storie di questi anni, che ci hanno toccato da vicino: intendiamo riferirci ai nostri “ostaggi” in Iraq, ai giornalisti, operatori e volontari della solidarietà rimasti vittime dei terroristi e dei guerriglieri; alle imprese dei Servizi Segreti israeliani, statunitensi, orientali e, perché no, italiani, ai loro “raid”, ai sequestri di persona, alle prigioni, alle torture ed anche alla guerra elettronica che viola la privacy a qualsiasi livello.
Al centro c’è l’incontro di un uomo e di una scrittrice, lui coinvolto nel fuoco di Satana da un dovere professionale a metà strada tra due identità, lei rapita controvoglia da una imprevedibile turbinosa avventura.
La loro passione, unica parentesi di felicità in un infuocato destino, viene descritto dall’autrice con straordinari accenti, che, lungi da qualsiasi compiacimento erotico, mettono a nudo la carica umana, istintiva, naturale di una passione scatenata, dettata da un insopprimibile amore con la “A” maiuscola.

Il libro si apre con crude immagini della guerriglia in Iraq, s’inoltra poi sulle strade di una sconfinata, contemporanea geografia tra Medio Oriente, Europa ed America: diversi drammatici itinerari che fanno capo ad un’unica cruenta storia, che ha il suo perno in una Sicilia preda della mafia che spinge i suoi tentacoli nell’Europa orientale. Qui la fantasia è confortata dalle recentissime realtà che denunciano la presenza della “Piovra” oltre il Danubio. Dietro le quinte occhieggia anche l’Islam, feroce nei suoi giudizi contro l’invasore americano ed i suoi alleati.
Anche noi italiani paghiamo il nostro prezzo con un terribile giudizio.
Il crimine mafioso dilaga nel racconto; la battaglia dei Servizi Segreti americani non riesce a nascondere ignobili mercati e compromessi di sapore globale, anche se strada facendo l’onore militare ed un senso ferreo della giustizia riescono a prevalere. Da tanti delitti e da tanto sangue il Bene si riscatta in una catarsi che travolge le famiglie, quelle anagrafiche, esaltate dalla scrittrice e quella “siciliana” di stampo mafioso, che, a sua volta, rivela le gravi smagliature del presente a confronto con una vecchia “società” che privilegiava il concetto di “onore”.

Gustavo Delgado

 
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